giovedì 5 marzo 2026

Ricerche e appunti dal diario di

DON GIAMPIERO BRAZZELLI

In ricordo del parroco che per 28 anni (1957-1985)

fu alla guida della Parrocchia di Verderio Superiore

Nel 20° anno della sua scomparsa

 

L’amico Giulio Oggioni, lo storico per antonomasia di Verderio, lo scorso anno, era la primavera del 2025, mi diede un fascicoletto di poco più di una ventina di pagine, in formato A4, dedicato a don Giampiero Brazzelli, in occasione del ventesimo anniversario della sua morte. Un libretto denso di dati e appunti tratti dal diario del parroco e raccolti con pazienza e meticolosità da Giulio. Il quale, di suo, ha aggiunto numerose fotografie, mappe e ritagli di giornali del secolo scorso.

Con il suo assenso ho deciso di riproporre sul mio blog l’introduzione del libretto, nella quale Giulio Oggioni ha ripercorso, in estrema sintesi, le tappe principali della vita di don Giampiero Brazzelli. (B.C.)   


 

Don Giampiero Brazzelli è stato parroco di Verderio Superiore dal 29 settembre 1957 al 28 luglio 1985. Era nato a Inveruno il 16 ottobre 1924. Venne ordinato sacerdote nel Duomo di Milano il 31 maggio 1947. Prima della consacrazione, durante la Seconda Guerra Mondiale, è stato addetto alla segreteria della Curia di Milano quando il cardinale era Idelfonso Schuster. Era presente il giorno che Benito Mussolini venne in Curia. Era caduta la Repubblica di Salò e il cardinale voleva convincerlo ad arrendersi agli Alleati. Così si sarebbero risparmiate molte vite umane. Tutto fu inutile. Dopo pochi mesi venne fucilato e appeso in piazzale Loreto.

A Verderio, don Giampiero arrivò dopo essere stato viceparroco a Colnago, dal 1947 al 1957.
La sua saggia reggenza è durata ben 28 anni e per questo, ancora oggi, è ricordato e amato per la sua instancabile attività in parrocchia.
Appassionato ricercatore di storia, nei suoi anni a Verderio, ha avuto il merito di riordinare interamente l’archivio parrocchiale che, grazie ai Liber Chronicus, i diari dei parroci, scopri che le prime notizie di Verderio partono dal 994, cioè oltre mille anni fa.
Oggi, l’archivio parrocchiale di Verderio è uno dei più forniti e completi della zona, meta, negli anni scorsi, di numerose ricerche di chi voleva ricostruire la propria passata dinastia.
I diari dei parroci, in particolare quelli fino alla fine del 1700, erano scritti in latino e anche di notevole difficoltà nella lettura poiché usavano scrivere talune lettere e vocali dell’alfabeto in modo diverso di oggi. Erano diari preziosi perché, oltre alla cronaca religiosa, riportavano tutti i fatti che accadevano in paese e dintorni. Erano autentici libri di storia. Oggi, purtroppo, questa abitudine non è più in uso, e così si perdono tanti avvenimenti storici.
Don Giampiero ogni volta che li leggeva, prendeva appunti che trascriveva su un quaderno, che alla fine del suo mandato portò con sé a Rescaldina, dove si ritirò in pensione, ma continuò a collaborare con la parrocchia che lo ospitava.
Più volte sono andato a trovarlo e parlare con lui era sempre un grande piacere riascoltare i suoi ricordi di parroco in paese e di appassionato di storia.
Negli ultimi anni della sua vita, oltre ad una peggiorata disabilità motoria, aveva anche problemi respiratori che lo portarono, nei primi anni del 2000, al ricovero in un ospedale e il 22 dicembre del 2005 alla fine della vita.

L'ingresso a Verderio Superiore di don Giampiero il 29 settembre 1957


Qualche anno prima, quando era ancora a Rescaldina, ricordo perfettamente che con Ferdinando Bosisio e Rino Perego, lo avevamo contattato perché stavamo preparando il libro per celebrare il centenario della chiesa dei Santi Giuseppe e Floriano (1902 – 2002). Con lui abbiamo avuto un lungo dialogo storico che ha sicuramente arricchito il testo che si stava preparando.
Proprio in quella occasione, conoscendo la mia passione storica (ma non avevo ancora iniziato a scrivere libri su Verderio) mi consegnò questo quaderno pieno di appunti, senza però un ordine cronologico, di quanto aveva trovato su Verderio.
Quel quaderno l’ho conservato con cura e usato quando, a partire dal 2004, ho iniziato a scrivere libri su Verderio (ben nove) e gli appunti mi sono stati utili, perché sono stati il punto di partenza delle mie approfondite ricerche e con essi ho potuto allargarle prendendo notizie in altri archivi, anche di Stato.
Alla fine del 2024, a seguito di una pervenuta richiesta di notizie sulla cascina Airolda, ho avuto modo di rispolverare vecchi documenti del mio archivio e proprio in questo caso mi è ricapitato in mano il quaderno che don Giampiero mi aveva donato, oltre 25 anni fa.
L’ho sfogliato con affetto e riconoscenza, doti che ho sempre avuto con lui da quando ero ragazzo e, con umiltà e competenza, era una guida meravigliosa e prodiga di consigli.
Ora ho pensato che questi appunti, affinché non vadano persi, sia necessario non solo ribatterli nel mio PC, ma anche metterli in ordine cronologico per una facile lettura e consultazione. Forse serviranno a qualcuno per scoprire altre notizie sul nostro paese.
Tutto questo è quanto leggerete ora di seguito. Mi sono limitato a trascriverli, così come sono i suoi appunti, ma nel corso degli anni sono stati pubblicati diversi libri con più particolari.
Perché sia tutto più apprezzato, mi sono limitato ad aggiungere qualche foto di ricordo per la curiosità dei lettori.

Giulio Oggioni

 

  

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