Da febbraio 2027 Feltrinelli pubblicherà le opere principali di Pasolini
Beniamino Colnaghi
La Storia attraverso personaggi, luoghi ed eventi, nonchè storie di donne e uomini, non sempre potenti e famosi, spesso semplici e umili persone che, grazie al loro lascito di memorie e testimonianze quotidiane, ci consentono di conoscere meglio il loro tempo ed approfondire il nostro passato. Blog senza fini di lucro, che tratta argomenti storici, culturali e di costume.
Da febbraio 2027 Feltrinelli pubblicherà le opere principali di Pasolini
Beniamino Colnaghi
Gli uomini di Verderio, protagonisti del Novecento
L'ultima fatica letteraria dello storico verderiese Giulio Oggioni è il nuovo libro, che ha per titolo "VERDERIO - I nostri UOMINI protagonisti del NOVECENTO". Oltre un centinaio di storie di gente comune, contadini, commercianti, artigiani, imprenditori, religiosi, giovani soldati e nobili
Il libro verrà presentato al pubblico giovedì 5 novembre 2026 alle ore 21.00, presso l'Oratorio di Verderio e verrà messo in vendita la sera stessa e in alcuni negozi del paese al prezzo di 10 Euro.
Le Feste
dell’Unità per ricostruire l’Italia
L’idea era venuta a Stefano
Schiapparelli, all’epoca responsabile della diffusione dell’Unità, il giornale,
che usciva dalla clandestinità in cui l’aveva cacciato il fascismo, e tornava a
vendere nelle edicole ed essere diffuso dalla rete capillare delle sezioni del
Pci. Elio Vittorini, il famoso scrittore di origine siciliana, allora
caporedattore dell’edizione milanese del giornale, andò sul posto per rendersi
conto, e raccontò il “villaggio boschereccio” dove la gente si divertiva,
ballava e giocava e discuteva di politica. Resta una sola foto di quel giorno,
Ruggiero Grieco al microfono, dirigente del Partito e amico di Antonio Gramsci,
al cui fianco si vede Francesco Scotti, che aveva organizzato l’insurrezione di
Torino.
Viva il 25 aprile
Dal 1945 festeggiamo la Liberazione dal nazifascismo, la Democrazia, la riconquistata Libertà, la restituzione dell'Italia a tutti gli italiani. Cominciava l'epoca della libertà di parola, dei diritti politici e sindacali, del voto delle donne dopo il ventennio della censura, delle violenze contro chi si opponeva, della discriminazione, della persecuzione razziale. Ricordarlo oggi significa affermare che le nostre libertà di cittadini italiani ed europei sono figlie del sacrificio di chi scelse di battersi contro il nazifascismo. Siamo in debito con tutti coloro che non ebbero paura di sfidare la dittatura, rischiando la loro stessa vita. E anche noi, oggi, prendendo come esempio il coraggio ed il valore di quei protagonisti del 25 aprile 1945, dobbiamo schierarci, senza avere paura, per mantenere la democrazia e la liberta faticosamente conquistate.
La villa Gnecchi Ruscone a Verderio Superiore (Co)
Fonte: Associazione dimore storiche italiane – sezione Lombardia – XV assemblea nazionale – Monza, 20 giugno 1992
Ricerche e appunti dal diario di
DON GIAMPIERO BRAZZELLI
In ricordo del parroco che per 28 anni (1957-1985)
fu alla guida della Parrocchia di Verderio Superiore
Nel 20° anno della sua scomparsa
L’amico Giulio Oggioni, lo storico per antonomasia di Verderio, lo scorso anno, era la primavera del 2025, mi diede un fascicoletto di poco più di una ventina di pagine, in formato A4, dedicato a don Giampiero Brazzelli, in occasione del ventesimo anniversario della sua morte. Un libretto denso di dati e appunti tratti dal diario del parroco e raccolti con pazienza e meticolosità da Giulio. Il quale, di suo, ha aggiunto numerose fotografie, mappe e ritagli di giornali del secolo scorso.
Don Giampiero
Brazzelli è stato parroco di Verderio Superiore dal 29 settembre 1957 al 28
luglio 1985. Era nato a Inveruno il 16 ottobre 1924. Venne ordinato sacerdote
nel Duomo di Milano il 31 maggio 1947. Prima della consacrazione, durante la
Seconda Guerra Mondiale, è stato addetto alla segreteria della Curia di Milano
quando il cardinale era Idelfonso Schuster. Era presente il giorno che Benito
Mussolini venne in Curia. Era caduta la Repubblica di Salò e il cardinale
voleva convincerlo ad arrendersi agli Alleati. Così si sarebbero risparmiate
molte vite umane. Tutto fu inutile. Dopo pochi mesi venne fucilato e appeso in
piazzale Loreto.
Giulio Oggioni