martedì 9 febbraio 2016

Aprile 1913, un altro delitto a Verderio

Sul numero del 28 e 29 marzo 1913, il giornale lecchese Il Resegone, il primo numero del quale uscì nel febbraio 1882, iniziò a pubblicare una serie di articoli che si occupavano di un “orribile delitto” commesso a Verderio. I resoconti sul giornale, di frequenza quasi giornaliera, andarono avanti per circa un mese, finché gli inquirenti fecero piena luce sul delitto e assicurarono i responsabili, e i loro complici, alla giustizia.
Nello stesso periodo, Verderio balzò alle cronache locali a causa di un altro delitto perpetrato sul suo territorio. Il 4 e 5 aprile 1913, Il Resegone pubblicò un articoletto di poche righe dal titolo “Un altro delitto a Verderio”, commesso, a quanto pare, da alcuni ragazzi del paese. Forse, più che un delitto vero e proprio, si trattò di una bravata, una mascalzonata, che però finì male, tanto è vero che ci scappò il morto.
Di seguito si propone integralmente (compreso qualche errorino) il resoconto di cronaca comparso sul giornale. (b.c.)
 
Un altro delitto a Verderio
 
L’uccisione della Sottocornola e della sua domestica ha richiamata l’attenzione su di un altro fatto che era passato prima inosservato.
Nella settimana scorsa alcuni giovanotti del paese essendo in allegria per l’estrazione del numero, ritornati dal distretto di Lecco in paese sostarono in diverse osterie. Con loro era un certo Villa Pietro di anni 57, che formava il clown della compagnia. A lui si tagliarono i baffi, buona parte dei capelli e le sopraciglia e lo trascinarono da osteria in osteria dandogli da bere in abbondanza.
Ad un certo punto il poveraccio si sentì male, e appoggiata la testa su un tavolo si addormentò. Trascorso poco tempo rincasava ma alla mattina seguente la moglie, scuotendolo per destarlo s’accorse che era morto.
Dalla dichiarazione medica risultò che la morte è stata causata da congestione celebrale, ma l’autorità avvertita del fatto con lettera anonima pare che voglia andare fino in fondo della facenda ritenendo che si tratti di delitto.
Intanto ha ordinata l’autopsia del cadavere la quale venne eseguita dal dott. Nitti della nostra città.

 
Verderio Superiore, via Principale, anno 1907. A destra le quattro osterie, una in fila all'altra
 (fonte Giulio Oggioni, Verderio. La vita contadina, le corti e le cascine, A. Scotti Editore srl) 

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