Ricerche e appunti dal diario di
DON GIAMPIERO BRAZZELLI
In ricordo del parroco che per 28 anni (1957-1985)
fu alla guida della Parrocchia di Verderio Superiore
Nel 20° anno della sua scomparsa
L’amico
Giulio Oggioni, lo storico per antonomasia di Verderio, lo scorso anno, era la
primavera del 2025, mi diede un fascicoletto di poco più di una ventina di
pagine, in formato A4, dedicato a don Giampiero Brazzelli, in occasione del
ventesimo anniversario della sua morte. Un libretto denso di dati e appunti
tratti dal diario del parroco e raccolti con pazienza e meticolosità da Giulio.
Il quale, di suo, ha aggiunto numerose fotografie, mappe e ritagli di giornali
del secolo scorso.
Con
il suo assenso ho deciso di riproporre sul mio blog l’introduzione del
libretto, nella quale Giulio Oggioni ha ripercorso, in estrema sintesi, le
tappe principali della vita di don Giampiero Brazzelli. (B.C.)
Don Giampiero
Brazzelli è stato parroco di Verderio Superiore dal 29 settembre 1957 al 28
luglio 1985. Era nato a Inveruno il 16 ottobre 1924. Venne ordinato sacerdote
nel Duomo di Milano il 31 maggio 1947. Prima della consacrazione, durante la
Seconda Guerra Mondiale, è stato addetto alla segreteria della Curia di Milano
quando il cardinale era Idelfonso Schuster. Era presente il giorno che Benito
Mussolini venne in Curia. Era caduta la Repubblica di Salò e il cardinale
voleva convincerlo ad arrendersi agli Alleati. Così si sarebbero risparmiate
molte vite umane. Tutto fu inutile. Dopo pochi mesi venne fucilato e appeso in
piazzale Loreto.
A
Verderio, don Giampiero arrivò dopo essere stato viceparroco a Colnago, dal
1947 al 1957.
La
sua saggia reggenza è durata ben 28 anni e per questo, ancora oggi, è ricordato
e amato per la sua instancabile attività in parrocchia.
Appassionato
ricercatore di storia, nei suoi anni a Verderio, ha avuto il merito di
riordinare interamente l’archivio parrocchiale che, grazie ai Liber Chronicus, i diari dei parroci,
scopri che le prime notizie di Verderio partono dal 994, cioè oltre mille anni
fa.
Oggi,
l’archivio parrocchiale di Verderio è uno dei più forniti e completi della
zona, meta, negli anni scorsi, di numerose ricerche di chi voleva ricostruire
la propria passata dinastia.
I
diari dei parroci, in particolare quelli fino alla fine del 1700, erano scritti
in latino e anche di notevole difficoltà nella lettura poiché usavano scrivere
talune lettere e vocali dell’alfabeto in modo diverso di oggi. Erano diari
preziosi perché, oltre alla cronaca religiosa, riportavano tutti i fatti che
accadevano in paese e dintorni. Erano autentici libri di storia. Oggi,
purtroppo, questa abitudine non è più in uso, e così si perdono tanti
avvenimenti storici.
Don
Giampiero ogni volta che li leggeva, prendeva appunti che trascriveva su un
quaderno, che alla fine del suo mandato portò con sé a Rescaldina, dove si
ritirò in pensione, ma continuò a collaborare con la parrocchia che lo
ospitava.
Più
volte sono andato a trovarlo e parlare con lui era sempre un grande piacere
riascoltare i suoi ricordi di parroco in paese e di appassionato di storia.
Negli
ultimi anni della sua vita, oltre ad una peggiorata disabilità motoria, aveva
anche problemi respiratori che lo portarono, nei primi anni del 2000, al
ricovero in un ospedale e il 22 dicembre del 2005 alla fine della vita.
L'ingresso a Verderio Superiore di don Giampiero il 29 settembre 1957
Qualche
anno prima, quando era ancora a Rescaldina, ricordo perfettamente che con
Ferdinando Bosisio e Rino Perego, lo avevamo contattato perché stavamo
preparando il libro per celebrare il centenario della chiesa dei Santi Giuseppe
e Floriano (1902 – 2002). Con lui abbiamo avuto un lungo dialogo storico che ha
sicuramente arricchito il testo che si stava preparando.
Proprio
in quella occasione, conoscendo la mia passione storica (ma non avevo ancora
iniziato a scrivere libri su Verderio) mi consegnò questo quaderno pieno di
appunti, senza però un ordine cronologico, di quanto aveva trovato su Verderio.
Quel
quaderno l’ho conservato con cura e usato quando, a partire dal 2004, ho
iniziato a scrivere libri su Verderio (ben nove) e gli appunti mi sono stati
utili, perché sono stati il punto di partenza delle mie approfondite ricerche e
con essi ho potuto allargarle prendendo notizie in altri archivi, anche di
Stato.
Alla
fine del 2024, a seguito di una pervenuta richiesta di notizie sulla cascina
Airolda, ho avuto modo di rispolverare vecchi documenti del mio archivio e
proprio in questo caso mi è ricapitato in mano il quaderno che don Giampiero mi
aveva donato, oltre 25 anni fa.
L’ho
sfogliato con affetto e riconoscenza, doti che ho sempre avuto con lui da
quando ero ragazzo e, con umiltà e competenza, era una guida meravigliosa e
prodiga di consigli.
Ora
ho pensato che questi appunti, affinché non vadano persi, sia necessario non
solo ribatterli nel mio PC, ma anche metterli in ordine cronologico per una
facile lettura e consultazione. Forse serviranno a qualcuno per scoprire altre
notizie sul nostro paese.
Tutto
questo è quanto leggerete ora di seguito. Mi sono limitato a trascriverli, così
come sono i suoi appunti, ma nel corso degli anni sono stati pubblicati diversi
libri con più particolari.
Perché
sia tutto più apprezzato, mi sono limitato ad aggiungere qualche foto di
ricordo per la curiosità dei lettori.
Giulio Oggioni