mercoledì 22 marzo 2017


Se n’è andato anche Alfredo Reichlin

(Barletta, 26 maggio 1925 – Roma, 21 marzo 2017)
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Il suo grande amico Pietro Ingrao era nato nel 1915. Alfredo Reichlin era del '25. Dieci anni più giovane. Malgrado ciò, la differenza d'età non impedì, mai, che tra i due nascesse una forte amicizia e che intralciasse in qualche modo il lungo cammino intrapreso insieme. Un cammino intrecciato e contaminato dalla lotta e dalla passione comune per costruire una società più giusta e democratica. Un’amicizia durata una vita. Due figure tra le più colte e autorevoli della politica italiana, sempre alla ricerca di un qualcosa, di una via nuova e praticabile. E non a caso è toccato proprio a Reichlin tenere il discorso commemorativo in piazza Montecitorio a Roma, in occasione della morte di Pietro Ingrao.
Alfredo Reichlin, un leader legato prima a Togliatti e poi a Berlinguer, nel dicembre del 2014 rilasciò un'intervista al quotidiano "la Repubblica", nella quale, tra ricordi personali e riflessioni politiche, dichiarò che: "La crisi della politica e della sinistra rientra nel più generale declino della civiltà europea. È finita l'occidentalizzazione del mondo", aggiungendo che l'Occidente è "Senza più valori né punti di riferimento. La potenza economica ha travolto il potere politico. Chi è oggi il sovrano? I mercati governano, i tecnici gestiscono, i politici vanno in televisione". Ed ha chiuso così, con amarezza e disillusione, la sua lunga intervista: "Oggi nessuno capisce più niente di ciò che sta accadendo. Il primo che passa, con un po' di parlantina, prende voti per il potere. Ma è questa l'Italia a cui pensavamo?".

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